Live Report – Wait hell in pain, Fuori linea, e Edenice @ Defrag

I gruppi alternative metal con voce femminile sono come i funghi: se guardi bene nel sottobosco ne trovi sempre qualcuno. In questo paragone il sottobosco sarebbe l’underground romano e andando più nello specifico il Defrag. Nello storico locale del Tufello, ieri sera, venerdì 13 marzo, si sono alternati sul palco 3 gruppi : Wait hell in pain, Fuori linea, e Edenice. L’evento è organizzato da Addlive. Tra i partner si leggono Rock by Wild, Tempi dispari, Radio Kaos Italy, Artistdata e naturalmente il Defrag.
Si comincia verso le 23, quando il locale è ben popolato. I primi a salire sul palco sono i Wait hell in pain.
Il gruppo si presenta ben vestito per l’occazione: la cantante sfoggia un look tipico del genere, molto scuro, con pantaloni strappati, capello fucsia che fa male alla retina e corpetto rigorosamente nero come la pece. Che dire, non ci sono più i vecchi metallari di un tempo per i quali il massimo dell’eleganza è il classico gilet jeans con le toppe dei gruppi. Non ce stanno più i ghepardi di una volta!! Come è solito dire er Piotta.
I giovini sono in 5, formazione tipica, 2 chitarre, basso, batteria e voce.
Il loro genere è un metal abbastanza morbido e delicato, le loro chitarre sono semplici e d’impatto, la voce è pulita e alta e molto di rado si permette qualche growl.
Sporadicamente, durante il concerto, abbandonano le loro sonorità pulite e serene per lasciare spazio a spunti strumentali molto dinamici e molto interessanti, di matrice più progressive.
Ecco un paio di link che vi aiuteranno a capire di che musica si parla:


https://www.youtube.com/watch?v=18o1f6XTDvc

Questi ragazzi hanno scelto un nome che farebbe paura anche ai Marduk e farebbe sentire i Behemoth cantautori pop che fanno sigle di cartoni animati, lasciando immaginare che i loro testi siano satanici e sofferenti, le voci purulente e le batterie frenetiche. Wait hell in pain significa letteralmente “aspetta l’inferno nel dolore”…una prospettiva allegra e ottimistica la loro, fiduciosa nell’aldilà! che solarità! che voglia di vivere! un’ immagine colorita!! Oserei dire primaverili questi giovanotti! In realtà è tutta scena, sono un gruppo molto piacevole all’ascolto, melodici e armoniosi, non parlano di pestilenza e putrefazione ne tantomeno inneggiano alla violenza. Non l’avreste mai detto eh? eheh manco io.
Preparano bene il terreno ai Fuori linea, che dopo una piccola pausa e qualche canzone messa su da Alex, gestore del locale nonchè fonico e dj, attaccano con il loro suond compatto e massiccio con dei bei chitarroni forti e chiari, distorti e rumorosi. Il pubblico si scalda e si posiziona sotto il palco, cantando i ritornelli e “scapocciando” a più non posso.
Il loro post-grunge con influenze nu metal è molto ben arrangiato e preciso, suonano benissimo. Lasciano terreno a strofe rilassate e sognanti su cui la cantante si apre con melodie semplici e orecchiabili e le chitarre accompagnano con arpeggi minimali. Qui il batterista fa il suo lavoro come raramente ho visto fare: soprattutto in queste parti più calme, fornisce una colonna stabile, sicura e portante su cui il basso si appoggia saldamente e, in sincronia con la cassa, sviluppa colpi precisi e ben assestati, ragazzi, lavatrici dietro la nuca, neanche fosse Mike Tyson
La voce anche qui è squillante e pulita, senza alcuna parte strillata. Per rendere il tutto ancora più bello di com’era sarebbe bastato un pizzico in più di pepe, luminosità e tecnicismo (soprattutto da parte delle chitarre), che avrebbe contribuito a spaziare un po’ e creare atmosfere un po più varie.
Metto qualche link dei loro pezzi:


https://www.youtube.com/watch?v=3uLMOnZ6lDI

Il terzo gruppo sono gli Edenice che Gianmarco Bellumori della Agoge records, presente in sala, ha preso sotto la sua ala protettrice e produttrice.
Gli Edenice, a differenza degli altri fanno metal puro e semplice, non danno spazio né al grunge ne al new metal.
Presentano delle melodie di stampo medievale, un po’ da menestrello di corte, come ricorda un loro pezzo: “Medieval Sin”.
Il tastierista suona intelligentemente con il supporto degli archi e dei violini e gli effetti in stile claricembalo rendono il tutto un po’ “campanelloso” e antico. Il loro è un metal molto classico e lento, ricordano spesso gli Evanescence e i Nightwish, ma hanno un tocco Folk che mette il sorriso e fa pensare a cavalli e calessi, dame e cavalieri, e fa venir voglia di sedersi a un tavolino del locale, tirar fuori qualche dado e partire alla ricerca di un tesoro insieme al dungeon master.
Qui trovate qualche loro pezzo live:

Serata molto poco maschia rispetto a quello che si trova di solito in giro nei locali rock/metal della capitale, in cui sventolano chilometri di barbe e capelli e in cui il tipico esemplare di maschio metal è onnipresente e onnibevente; si notano infatti le forme abbondanti delle cantanti e i loro vestiti curati, soprattutto il corpetto nero con decorazioni floreali rosse e la gonna a velo nera della cantante degli Edenice che suscita l’interesse dei presenti uomini sotto il palco, tra cui il sottoscritto. Mi sembra adesso il caso di raccontare quest’episodio: A causa di un problema tecnico alla spia, il concerto si ferma per un attimo e la bellissima cantante degli Edenice, sentendosi come in colpa per quanto accaduto, dice: “scusate, siamo donne… ma oltre alle gambe c’è di più”. Beh, ragazzi aveva ragione, c’era un’abbondanza incredibile, davanti, sopra, sotto, di fianco, dietro, ovunque la guardavi c’era sostanza…. è verooo!!!! c’era moooolto di più della gambe!!! doooonneee dooonneeee oltre alla gambe c’è di piuuuu.

 

Alessandro Cavalli